11 March 2010 - 17:16


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nel dettaglio

Il Napoli domina, il Genoa tiene
Al San Paolo termina a reti bianche

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Tra Napoli e Genoa manca solo il gol. Direzione di gara che lascia scontenti tutti, De Laurentiis in primis.

LE FORMAZIONI – Napoli (3-4-2-1): Walter Mazzarri dovrà fare a meno di Pazienza, finora uno degli inamovibili del tecnico toscano, ma recupera Quagliarella, un ritorno assolutamente fondamentale in vista della difficile sfida contro il Genoa, bestia nera dei partenopei. Gli undici di Mazzarri sono De Sanctis; Grava, Cannavaro, Campagnaro; Aronica, Maggio, Gargano, Cigarini; Hamsik, Quagliarella; Denis.

Genoa (3-4-3): Gasperini ha un organico in continua evoluzione e l’undici titolare non può fare differenza. L’arrivo in rossoblù di Acquafresca e la relativa partenza di Crespo con destinazione Parma, però, non intaccano il credo del 3-4-3 e il Genoa schiera, dal primo minuto Amelia; Biava, Dainelli, Moretti; Rossi, Papastathopoulos, Milanetto, Criscito; Mesto, Palacio, Suazo.

NERVI TESI, IL GIOCO NON DECOLLA - Il Napoli viene da un momento straordinario e se c’è una squadra che può interrompere questo momento magico dei partenopei, questo è proprio il Genoa, vera bestia nera di un Napoli che quando vede il grifone, va nel panico. Piove al San Paolo e lo fa da due giorni, così che il terreno non aiuti un gioco che, fermo spesso a centrocampo, stenta a decollare. Gasperini ha un imperativo in questo anticipo di campionato: Non perdere. In questa ottica l’inserimento di Papastathopoulos e Criscito sulle fasce, due giocatori dall’indiscutibile propensione difensiva. Sebbene il tutto non agevoli il bel calcio, i padroni di casa colpiscono già al quarto del primo tempo il palo alla sinistra di Amelia, con Dainelli che interviene male su cross di Maggio e sfiora un’autorete clamorosa. La partita inizia subito a incattivirsi, anche complice una direzione di gara ben poco casalinga: al diciottesimo Maggio, pur subendo fallo, riesce a lanciare Gargano che si trova libero, a tu per tu con il portiere, ma il direttore di gara interrompe il gioco inspiegabilmente, non concedendo la regola del vantaggio. Il Napoli continua a spingere più degli ospiti (a fine primo tempo registreremo un possesso palla del 61% a favore degli azzurri) e al ventiseiesimo una bellissima azione, culminata con uno “stop” di petto smarcante di Hamsik, mette Denis in condizione di calciare a rete, con l’argentino che però non trova lo specchio della porta. Verso il finale del primo tempo la terna arbitrale continua ad errare: Lancio di Gargano a smarcare Aronica in area, la posizione è regolare, ma l’assistente sbandiera un fuorigioco inesistente e l’azione viene interrotta. Questo primo tempo “tutto azzurro”, culmina con una notevole incursione di Cannavaro, abile a vincere dei rimpalli e poi tirare di collo esterno a rete dai trenta metri, con palla che va a stamparsi sulla traversa con Amelia battuto.

OTTIMO NAPOLI, MA LA RETE NON ARRIVA - Il secondo tempo vede il Napoli continuare la sua spinta offensiva, contro un Genoa “programmato” per difendere e cercare il pareggio. Bastano due minuti ai padroni di casa per sfiorare la rete per l’ennesima volta: Denis, servito ottimamente in area da Hamsik, tenta la conclusione di sinistro, trovando la puntuale opposizione di Amelia. Altri sette minuti e l’estremo difensore dei grifoni torna a tremare: Hamsik tenta il tiro a giro con il destro e la palla esce di poco alla sinistra della porta difesa da Amelia. Al sessantaquattresimo è ancora “Morganti-show” con il fischietto di Ascoli a negare un rigore per netto fallo di mano in area di Dainelli, che interviene su cross di Hamsik. In un clima infuocato da una direzione di gara non apprezzata dal pubblico di casa, il Napoli continua a spingere, pur non trovando la via del gol, anche complice la scarsa vena di Quagliarella, forse penalizzato da un terreno pesante. Nel finale gli azzurri tentano la via del gol con Gargano – che cerca una complicata conclusione di sinistro vanificando una ripartenza “tre contro tre” – e con Quagliarella, che stacca di testa e manda la palla di un soffio alta sopra l’incrocio dei pali, con Amelia immobile e ampiamente battuto.

TRIPLICE FISCHIO - Al grido del San Paolo, che urla in coro “venduto” all’arbitro Morganti, termina a reti inviolate la sfida tra Genoa e Napoli, squadre gemellate che non si sono risparmiate di certo scorrettezze reciproche in una gara molto sentita e giocata con durezza da ambo le parti. I padroni di casa avrebbero meritato la vittoria senza “se” e senza “ma”, tenendo meglio e più a lungo il pallone, schiacciando gli avversari per ampi periodi e tentando la via del gol in varie occasioni, nelle quali colpisce anche un palo e una traversa. Da rivedere il rigore negato per fallo di mano di Dainelli e, nel primo tempo, l’atterramento in area di rigore ai danni di Quagliarella, così come è da rivedere tutta la gestione di Morganti, incapace di tenere sotto controllo una partita che, altrimenti, sarebbe potuta scorrere molto più serenamente. Mentre De Laurentiis sbotta a fine partita contro la direzione arbitrale e si rifiuta di concedere la consueta intervista alle telecamere di Sky, Mazzarri potrà festeggiare, nonostante tutto, l’invidiabile record di quindici risultati utili consecutivi.

IL MIGLIORE IN CAMPO
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Paolo Cannavaro, 8
Il capitano azzurro stasera ha disputato una gara sensazione: Impeccabile in difesa e a sprazzi decisiva in fase offensiva, con una traversa colpita con un gran esterno destro e un avversario come Suazo reso completamente inoffensivo. La retroguardia del Napoli è sempre puntuale e buona parte del merito va al suo capitano, che può seriamente sognare una convocazione di Lippi per i mondiali… magari al posto del fratello, che da mesi gioca su livelli sicuramente inferiori.

LE PAGELLE – Napoli (3-4-1-2): De Sanctis 6 - Grava 6,5 (60′ Dossena 6,5) - Cannavaro 8 - Campagnaro 7 – Aronica 6 - Maggio 5 (49′ Zuniga 6,5) – Gargano 6 - Cigarini 6,5 - Hamsik 6,5- Quagliarella 5 – Denis 6 (80′ Bogliacino s.v.).

Genoa (3-4-3): Amelia 6 - Biava 6 - Dainelli 6,5 – Moretti 5,5 - Rossi 6,5 - Papastathopoulos 6 - Milanetto 5 – Criscito 7 - Mesto 6,5 (74′ Juric 5)- Palacio 6,5 (56′ Sculli 6,5) - Suazo 5 (56′ Acquafresca 5)

Ammoniti: 8′ Aronica (N), 43′ Quagliarella (N), 52′ Suazo (G), 64′ Dossena (N), 70′ Acquafresca (G), 74′ Cannavaro (N), 88′ Campagnaro (N), 89′ Criscito (G)

Arbitro: Emilio Morganti della sezione di Ascoli Piceno

Alessandro Pironti



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