10 March 2010 - 23:58


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Mercante in fiera

Mercato Juve: Comanda Secco! Milan, i giovani… e basta? Roma e Lazio, troppi dubbi!

secco

La vera rivelazione della passata stagione di Serie A, per me, resta sempre e comunque la Juventus dell’ex Claudio Ranieri. Certo, il finale di stagione consumato in affanno dai bianconeri potrebbe farmi passare per pazzo. La squadra, rinata dopo calciopoli, ha ripreso a frequentare in pianta stabile gli altopiani della classifica del nostro massimo campionato. Il terzo posto della stagione 2007/2008, e il secondo della stagione appena conclusa, non fanno altro che avvalorare la mia tesi. La scorsa estate non è stata costruita una squadra da scudetto, non sono stati acquistati pezzi da novanta, eppure la Juventus ha dato filo da torcere a tutti, in Italia e non. Memori di quanto sbagliato nei due mercati precedenti, la Juve ha cambiato marcia e tendenza. Ha iniziato la sua campagna acquisti con due colpi altisonanti e lo ha fatto senza attendere consigli e linee guida da parte di alcun allenatore. Fabio Cannavaro e il brasiliano Diego sono stati comprati per esclusiva volontà della società. La paura di ripetere operazioni come quelle di Poulsen, o addirittura come quelle di Almiron e Thiago, ha giocato un ruolo fondamentale. In società si saranno detti basta farsi guidare dai coach, per colpa dei quali si rischia di comprare giocatori poco funzionali al quella che dovrebbe essere la Juventus, ovvero una squadra forte e realmente competitiva per lo scudetto. Ranieri d’altronde ha pagato anche questo, ovvero l’aver consigliato giocatori che si sono rivelati inadatti completamente alla causa Juventina. E la società ha pensato bene di affidare la responsabilità del mercato a Secco, fidandosi delle sue capacità e del fatto che il giovane direttore dei bianconeri, dopo due anni di apprendistato, sia oramai pronto a guidare il mercato bianconero. Ad oggi sono tante le trattative messe in piedi da Secco. Su tutte le più avviate sembrano quelle che portano a Gaetano D’Agostino dell’Udinese e a Fabio Grosso del Lione. Sino a pochi giorni fa sembrava fatta per il centrocampista friulano: l’operazione vive oggi un momento di stallo. La famiglia Pozzo ha un po’ esagerato con le richieste, rifiutando di fatto contropartite tecniche e chiedendo un indennizzo che si aggira intorno ai venti milioni di euro. La Juventus, ovviamente, ha messo in stand-by l’affare, conscia che D’Agostino, con tutto il rispetto per quanto fatto vedere la passata stagione a Udine, non vale quella cifra. A complicare ulteriormente la trattativa, sembra essersi messo anche il Milan. Galliani infatti, conscio che probabilmente Andrea Pirlo a giorni lascerà i rossoneri, è alla ricerca di un suo ideale sostituto, e il centrocampista friulano sembra essere il prototipo giusto del giocatore a cui affidare le redini della squadra di Leonardo. Altro nemico da sconfiggere per arrivare a Gaetano D’Agostino potrà diventare il Liverpool di Rafa Benitez. Il club inglese ha già cominciato a cercare l’erede di Xabi Alonso, destinato a lasciare l’Inghilterra. La Juventus incomincia a guardarsi intorno seriamente, e avrebbe già individuato l’alternativa al centrocampista ex Roma: Cristian Ledesma, e non Xabi Alonso come qualche giornale si è permesso di azzardare. Lo spagnolo del Liverpool non è più alla portata dei bianconeri. Non fu acquistato la scorsa stagione per poco più di sedici milioni di euro, figuriamoci se possa essere acquistato oggi che la sua quotazione sfiora i venticinque milioni di euro. Altro particolare da non sottovalutare è l’interesse del maestoso Real Madrid di Florentino Perez, che ha già dimostrato nel mese di giugno di poter realizzare qualsiasi colpo venga fuori dalla sua fantasia. Ledesma invece è più di una concreta possibilità, tanto che la società bianconera ha già stbilito una sorta di pre-contratto con il procuratore del giocatore, sempre più convinto a non voler più giocare nella Lazio di Lotito. L’affare Grosso, invece, a differenza di quello D’Agostino, è in dirittura d’arrivo. La squadra francese, presa coscienza dell’impossibilità di arrivare a Camoranesi, sembrerebbe aver accettato l’offerta del club torinese: prestito con diritto di riscatto fissato a un milione e mezzo di euro. Un affare vista soprattutto l’impossibilità di arrivare a Dossena e la poca volontà di investire capitali su terzini meno avanti con l’età rispetto al terzino azzurro, per esempio Santos (fresca rivelazione del brasile di carlos Dunga), promettente, sì, ma giudicato poco esperto e non ancora adatto al nostro campionato.

Aspettando il Milan di Dzeko, Luis Fabiano o Adebayor, fa piacere pensare che con colpevole ritardo il club rossonero stia investendo sui giovani: Beretta e Zigoni sono due esempi importanti, però mi aspetto qualche grossa novità nei prossimi giorni, non può essere questo il Milan che vorrebbe dare l’assalto all’Europa. Non dimentichiamo che meno di un mese fa è partito Kakà, il giocatore più forte della rosa rossonera. Ad oggi nulla è stato fatto per cercare di limare il vuoto tecnico e affettivo che l’addio del brasiliano ha lasciato. Dezko, Luis Fabiano, Adebayor, Cesc Fabregas, sono i nomi caldi di questo inizio di calciomercato. Il bosniaco ha appena prolungato con i campioni di Germania del Wolfsburg, facendosi da parte da solo; il togolese di Wenger sembrerebbe l’alternativa migliore, ma tra cartellino e ingaggio costerebbe forse troppo per le tasche di un Milan impoverito e in difficoltà economiche. Stesso discorso per Luis Fabiano. L’attaccante del Siviglia costa troppo. Staremo a vedere, consapevoli che il Milan, per tornare grande, ha bisogno di almeno tre/quattro innesti di primissimo ordine. Magari Galliani potrebbe riprendere l’aereo per Madrid e trattare con il suo amico Perez la possibilità di portate a Milano gente del calibro di Robben e Sneijder, che già da ora denunciano poco spazio nella squadra galattica che il loro presidente sta allestendo. Si potrebbe cercare di imbastire una trattativa in totale tranquillità e amicizia, come Perez fece a suo tempo per Kakà, quando trovò piena disponibilità e cortesia a trattare da parte dell’enturage rossonero. Come anticipato prima, Pirlo ha già le valige pronte. Il suo sostituto naturale potrebbe essere Sneijder oppure il giovane del San Paolo Hernanes. Giovane, forte e già nel giro della nazionale verdeoro, il brasiliano rappresenterebbe una validissima alternativa al regista rossonero, sia nel ruolo che nei compiti tattici, con l’aggiunta di qualche gol in più del mediano della nazionale italiana.

Passando dalla Capitale, è impossibile non captare i primi segnali di insofferenza da parte dei tifosi giallorossi e biancocelesti. Capitolo Roma: se non si arriva a una conclusione della trattativa intavolata con Fioranelli, la Roma si ritroverà veramente immersa nei problemi. È giusto fare le cose per bene, con calma. Ma sarebbe anche giusto incominciare a dire la verità. Tra ufficialità mancate e smentite clamorose, la Roma e i suoi tifosi stanno vivendo giorni incerti, che non fanno altro che prospettare un futuro ancora più incerto e avaro di emozioni e soddisfazioni. Il mercato giallorosso è completamente immobilizzato. Un acquisto certo Guberti, e nessuna vendita. Solo attese, lunghe attese di notizie positive sul fronte societario che tardano, e anche troppo, ad arrivare. Si rischia di arrivare all’inizio della prossima stagione senza un futuro progettato, senza una campagna acquisti decente e con la possibilità di vedere partire, causa debiti, alcuni dei pezzi più pregiati della rosa di Luciano Spalletti. Speriamo bene. In un campionato già povero e impoverito dalle partenze di illustri campioni (a cui se ne potrebbero aggiungere altre nel prossimo futuro), vedere la Roma ferma, quasi rassegnata al proprio destino (fallimentare se continua così…), è un peccato, e sarebbe la conferma di come il calcio italiano abbia grosse difficoltà a rimanere a galla tra le potenze economiche del calcio europeo.

Sponda Lazio. Lotito, uomo di cultura e sacrificio, sta perdendo la pazienza con il povero Goran Pandev. Il macedone, in procinto di lasciare Roma come Ledesma, non ha alcuna intenzione di intavolare trattative con la dirigenza biancoceleste. Lotito è un presidente che ha spesso brillantissime idee, vorrebbe “cambiare il calcio” ma deve sapere e capire che in certe situazioni sbaglia, e anche di grosso. A parte l’eleganza dell’uscita (”Lego Pandev alla panchina dello stadio Olimpico”), il problema è il suo non di Goran. Se valuta Pandev 15 o 18 milioni può togliersi anche lo sfizio di legarlo a una panchina, ma tra qualche mese lo perderà a parametro zero. E allora sì che si mangerà le mani per non aver, a tempo debito, discusso il prolungamento del contratto del forte attaccante. Stesso discorso vale per Cristian Ledesma. L’argentino è stato ignorato per buona parte della stagione dalla dirigenza biancoceleste, e adesso il centrocampista ex Lecce è oramai destinato a partire. Destinazioni gradite e possibili da raggiungere, come detto in precedenza, Torino (sponda Juventus) o Milano (sponda rossonera). Una Lazio confusa, che non ha ancora individuato i sostituti dei pilastri che lasceranno la capitale. Dubbi anche sul futuro del portiere Juan Pablo Carrizo. Il campionato appena concluso ha lasciato non pochi dubbi sulla sua reale affidabilità. Il posto da titolare non gli è stato più assicurato e, per un giocatore che vuol fare i prossimi mondiali sudafricani, questa non è certo una bella notizia. Per lui si potrebbero aprire le porte della Liga spagnola. E i pali della Lazio chi li difenderà, Muslera? Il ragazzo uruguaiano non ha mai dato l’impressione di essere il nuovo Buffon. A Lotito l’arduo compito di scegliere.

Andrea Dipalo



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