12 March 2010 - 14:11


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nel dettaglio

Io, Manager – 3ª puntata
Buoni motivi per non comprare né Dzeko né Arnautovic

FC Twente - Volendam 140209

L’attaccante: il ruolo copertina, croce e delizia di ogni appassionato (e di molti portieri). Giocoforza, i giocatori più costosi agiscono tutti dalla metà campo in avanti. O forse è vero il contrario: se giochi in attacco, costi di più. Ma anche: se giochi in prima linea, veramente vali di più?

In attacco, come al solito, si spende di più. È ritenuta una cosa normale: si è più in vista, i tuoi successi sono più evidenti di quelli di un buon portiere (secondo questo assioma sbagliato: che segnare un gol di più sia differente dal subirne uno in meno). È anche vero che per vincere devi buttarla dentro almeno una volta; ciò non toglie che spesso certe cifre sono troppo alte anche per un ruolo così esiziale. Io ho un paio di nomi, ma per ora non li faccio. A volte, prima di proporre un’idea, è bene puntare il dito sulle idee sbagliate. Voglio dire: prima di pensare a comprare qualcuno, meglio riflettere su chi non comprerei. Perché costa troppo, perché a parità di costi rischi di più, perché perché perché. La crisi economica, eh, la crisi… il cattivo esempio non va mai in crisi, anzi: prospera.

Prendiamo le due milanesi, partendo dal Milan: Edin Dzeko non fa per me, assolutamente. Voglio dire: di sicuro non lo comprerei adesso, perché acquistare un giocatore quando ha appena avuto successo significa strapagarlo. E Dzeko viene da una stagione paurosa, terminata con uno scudetto e 26 reti: è ipervalutato (sono stati offerti 30 milioni). È appena esploso: migliorare è arduo, mantenersi difficile, scendere lo capite da soli. Penso poi alle sue caratteristiche: longilineo e pesante, rischia di scontare il proprio fisico in fase di preparazione, e quindi di arrivare a inizio stagione imballato: e se non comincerà subito a segnare tanto, poi i giornalisti li sopporti tu.

Un giocatore del genere va intercettato prima, quando ancora non si è lanciato; bravo il Wolfsburg a pescarlo in Repubblica Ceka quando costava due milioni e mezzo. Comprarlo adesso significa rischiare grosso: di spendere una cifra troppo grande, per un giocatore che non ha mai calcato i campi di Champions e ha concluso la sua prima stagione da titolare. Trenta milioni per Dzeko, se hai dato via nientepopodimenoché Kaká a poco più del doppio?
Ma bisogna anche rendere merito a chi ha costruito una Squadra dal nulla, valorizzando tutti i singoli (ci sarebbero anche Grafite, Misimovic, Gentner, Benaglio, andando all’indietro). Lo scudetto con Dzeko è l’ennesima magia di Magath, anzi, direi direttamente l’ultima Magatha: portare lo scudetto a Wolfsburg. Come se campione d’Italia non fosse l’Inter, ma il Monza.

Ecco, l’Inter: pensa di poter sostituire Ibrahimović con Marko Arnautovic. Testa alta, movenze rapide, quest’anno ha giocato attaccante di destra nel Twente, ma può giostrare anche da punta centrale. Come lo svedese, è figlio di due tipi di calcio: quello slavo, fantasioso e tecnico, e quello di stampo teutonico, fisico e potente; e se a questa miscela aggiungi un grande talento individuale, ne esce fuori il potenziale calciatore del ventunesimo secolo. Il Chelsea ha offerto anche 14 milioni, ma l’impressione è che l’Inter finirà per spenderne una diecina, anche perché il ragazzo soffre di una frattura da stress al piede destro, e non sarà disponibile prima di ottobre.

Fatte le somme, alla lunga potrebbe anche essere un affare, ma in ogni caso non gli si può chiedere di sostituire un campione di 27 anni nel suo massimo fulgore: l’austriaco è un ventenne emergente ma ad inizio percorso. Il difetto capitale è la testa calda, che ha fin da ragazzino (a Vienna girò ben quattro società giovanili, ad esempio), e che pare non avere perso, se è vero che ad aprile, contro il Willem II, ha insultato il difensore Kargbo, rischiando poi una grossa squalifica (niente di fatto, per insufficienza di prove; ma rimangono forti dubbi). Aspetto con ansia di vedere le prime scintille con Balotelli.

(fine terza puntata — appuntamento a lunedì 6 luglio)

PUNTATE PRECEDENTI
1. Idee per il calciomercato ai tempi della crisi
2. Akram, il fosforo bianco che viene dall’Iraq

Pietro Luigi Borgia



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