08 February 2010 - 23:11

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nel dettaglio

Lo scudetto è nerazzurro, Parma-Inter 0-2

Nel pantano del Tardini, l’Inter vince il suo sedicesimo scudetto in una giornata thrilling, risolta dall’estro di Ibrahimovic.

LE FORMAZIONI – Parma (4-5-1): Il tecnico della primavera ducale, chiamato dal patron Ghirardi a guidare la prima squadra in vista dell’ultima decisiva partita della stagione, decide di affidarsi a Budan in avanti, lasciando le torri Corradi e Lucarelli in panchina. Manzo disegna un 4-5-1 con Pavarini tra i pali al posto di Bucci, difesa a quattro con Coly, Paci, Couto e Castellini; centrocampo con Morrone, Cigarini e Parravicini centrali, con gli esterni Gasbarroni e Reginaldo a supportare l’unica punta, Budan.

Inter (4-4-2): Tutto come da copione per l’Inter, che Mancini manda in campo con un accorto 4-4-2. In avanti spazio a Balotelli e Cruz, con il rientrante Ibrahimovic relegato inizialmente in panchina, pronto a subentrare durante la seconda frazione di gioco. In campo Julio Cesar tra i pali, difesa a quattro con Maicon, Rivas, Materazzi e Maxwell; centrocampo a quattro uomini con Vieira e Zanetti centrali, mentre le fasce saranno presiedute da Cesar e Stankovic. In avanti, come preannunciato, Balotelli e Cruz.

PIOGGIA, TENSIONE E ROMA IN VANTAGGIO - Inizia in malo modo il pomeriggio dei nerazzurri, che devono fare i conti con la ben nota “paura di vincere”, anche conseguenza del gran vantaggio scialacquato nelle ultime giornate, oltre che con un campo al limite dell’impraticabilità in alcune zone delle fascie laterali. Se le pressioni sulla banda di Mancini quest’oggi non fossero sufficienti, ci pensa Vucinic a piazzare il carico da novanta, realizzando un gol da cineteca all’ottavo minuto in Catania-Roma, che fa esplodere la gioia dei romanisti sparsi per il mondo e a far salire un brivido freddo sulla schiena dei nerazzurri, in primis a un inizialmente cupo Moratti, seduto in tribuna. Il Parma, dal canto suo, non può fare da spettatore disinteressato alla sfida a distanza tra capoliste, dato che una sua sconfitta potrebbe regalare a Empoli o Catania la salvezza, obiettivo che i ducali non possono permettersi di vedere sfumare. I gialloblù partono forte e sfiorano la rete già al tredicesimo, quando Julio Cesar è chiamato agli straordinari per neutralizzare una conclusione ravvicinata di Morrone, che non sfrutta a dovere un regalo del distratto Maxwell, che va clamorosamente a vuoto su angolo battuto da Cigarini. Un minuto dopo, ancora occasione per il Parma: Gasbarroni prende palla sulla sinistra e lascia partire un bel cross che Budan, punta unica, può solo sfiorare. Quello del Parma smette quasi subito di essere un soliloquio, con l’Inter che prende coraggio e inizia a macinare gioco: lo fa ad esempio al ventitreesimo, quando Stankovic potrebbe sfruttare meglio un eccellente traversone di Cesar. Alla mezz’ora l’Inter ci prova ancora sfruttando gli spazi che il Parma sistematicamente concede sulle fasce, con Cruz e Cesar a non trovare lo specchio della porta, dopo cross di Stankovic dalla destra. Il finale del primo tempo mostra ancora l’Inter in avanti alla ricerca del gol-scudetto, ma spreca ancora malamente con Cruz, che non impatta di testa nel migliore dei modi, lasciando ai suoi tifosi solo un urlo strozzato in gola, per poi fallire ancora una palla gol allo scadere, provando il tiro a volo di destro su cross di Balotelli, ma trovando di fronte un reattivo Pavarini, che salva così il risultato.

ANCORA PARITA’ E IL TEMPO PASSA… - Il secondo tempo è la naturale prosecuzione del motivo dominante mostrato nel primo: L’Inter spinge e cerca il vantaggio, il Parma cerca inutilmente di far arrivare palla a Budan, solissimo in avanti, nelle sue rare folate offensive. Con il vantaggio della Roma a Catania e il vantaggio dell’Empoli, però, il risultato di parità varrebbe una sconfitta per entrambe le squadre al Tardini: con l’Inter che cederebbe così il tricolore ai giallorossi di Spalletti e il Parma a consegnare l’ultimo posto valido per la salvezza proprio ai toscani dell’Empoli. La banda di Mancini però va vicina al vantaggio già al secondo minuto della ripresa, con Vieira che non trova il tempo per segnare un gol facile facile, dopo essere stato servito ottimamente da Balotelli, dopo azione personale del diciassettenne “Super Mario” interista.

UN CAMBIO DA SCUDETTO - Non ci è riuscito un evanescente Cruz, non ha avuto miglior sorte un comunque positivo Balotelli e men che meno han trovato il gol difensori e centrocampisti nerazzurri. Un boato dei tifosi nerazzurri al Tardini ha accompagnato l’ingresso in campo di Zlatan Ibrahimovic, l’uomo giusto al momento giusto. Dove non arrivano i suoi compagni di reparto, come già detto, arriva lui: prima scaldando i muscoli a un minuto dall’ingresso in campo, mandando a lato un buon tiro dopo azione personale e due avversari saltati come birilli, poi sfiorando ancora la rete dopo essersi nuovamente liberato di due marcatori, infine trovando la rete-liberazione, un gol che arriva grazie a un dribbling secco su uno stanco Couto e un ottimo tiro che Pavarini non riesce a intercettare mentre la palla finisce non lontana dal palo alla sua destra. Inter in vantaggio, nerazzurri ora in testa al campionato, Parma apparentemente incapace di abbozzare una reazione convincente.

SOLILOQUIO NERAZZURRO - I ducali non ci sono più, l’Inter è viva come non mai, lo scudetto è lì, i nerazzurri possono quasi toccarlo e non vogliono che il sogno sfumi, per nulla al mondo. Il raddoppio è alla portata della banda di Mancini; lo cerca con insistenza Balotelli, prima con un tiro sul secondo palo che finisce di poco a lato, poi ancora con Balotelli, che serve bene Ibrahimovic in area, con lo svedese che impatta bene di testa ma manda alto sulla traversa. Il Parma rientra sempre più nella categoria dei “non pervenuti”, mentre l’Inter spinge ancora: Maxwell macina tutta la fascia sinistra, per poi servire in mezzo uno straordinario Maicon – prova eccezionale oggi per l’esterno destro – che impegna nuovamente Pavarini a quindici primi dal termine del campionato.

ED E’ SEDICESIMO SCUDETTO - Mancano dieci minuti al termine della stagione e l’Inter non vuole rischiare nulla, così cerca la rete che vale raddoppio, vittoria e scudetto con un indemoniato Ibrahimovic, che ha semplicemente svoltato la gara con il suo ingresso in campo. Lo svedese fallisce prima una ghiotta occasione da due passi, quando centra in pieno l’estremo difensore parmigiano Pavarini dopo un buon passaggio di Pelé, per poi trovare finalmente la rete che vale la sua doppietta personale, andando in rete con un bel tiro di sinistro, sfruttando al meglio l’ennesimo spunto di Maicon, che impreziosisce ulteriormente una prova da autentico leader. Ormai la partita è finita, ma il Parma non fa nemmeno finta di volerci credere, lasciando a Stankovic anche l’occasione per siglare il terzo gol, con il serbo che scocca un buon tiro, neutralizzato però da Pavarini. A mettere la parola “fine” sul campionato, ci pensa infine Martinez, che pareggia i conti per il Catania e chiude definitivamente ogni discorso per il titolo, ormai saldamente sulle spalle dei nerazzurri. La partita finisce qui, sul campo emozioni contrastanti, con una squadra a gioire per una splendida vittoria sportiva, mentre dall’altra parte una compagine dal glorioso passato come il Parma, condannata alla retrocessione tra rabbia del pubblico, confusione dirigenziale e una ennesima brutta prestazione.

TRIPLICE FISCHIO - La partita non ha avuto quasi mai storia, con un Inter sempre in avanti: dominando nel secondo tempo e attaccando con pazienza nel primo. Per i nerazzurri prove maiuscole di Vieira – una diga a centrocampo -, Maicon – inesauribile sulla fascia – e Ibrahimovic – capace da solo di sostenere l’attacco nerazzurro al suo ingresso e autore di una doppietta che rimarrà a lungo nei ricordi interisti -. Il Parma non ha approfittato di un campo pesante che poteva mettere alle corde le individualità di alcuni nerazzurri, è entrato in campo con un modulo ultra-difensivo lasciando Budan isolato in avanti e vanificando la giornata decisamente positiva di Reginaldo. I ducali oggi non sono assolutamente riusciti a sembrare all’altezza di un Inter che, sopratutto dopo l’ingresso del bomber Ibrahimovic – ha iniziato a giocare tra le linee, mandando in confusione i difensori gialloblù. Vittoria meritata per l’Inter, retrocessione meritata per il Parma.

Il migliore in campo:

Zlatan Ibrahimovic, voto 8

Entra lui e l’Inter si trasforma. Il talento cristallino dello svedese è un qualcosa di cui l’Inter non può mai fare a meno e oggi questo è sembrato assolutamente evidente a tutti gli spettatori di Parma-Inter. Straordinaria la sua facilità nel trovare la porta, così come irrisoria è la sua innata abilità nel controllare il pallone anche nello stretto e saltare con facilità gli sventurati avversari che se lo trovano sulla loro strada. Di tanto in tanto suonano sirene spagnole per il talento nativo di Malmö, ma mi sento di azzardare un consiglio verso il patron Moratti: “ceda chi vuole, ma Ibrahimovic appartiene a una ristretta cerchia di giocatori che oggi, all’Inter, sembrano assolutamente insostituibili”.

LE PAGELLE –

Parma: Pavarini 6,5 – Paci 5 – Couto 5 – Coly 5 – Castellini 5,5 – Morrone 6,5 – Parravicini 4,5 (87′ Moretti, s.v.) – Cigarini 5 (63′ Lucarelli, 5) – Gasbarroni 5,5 – Reginaldo 7 (76′ Antonelli, s.v.) – Budan 5,5.

Inter: Julio Cesar 6,5 – Maicon 7,5 – Materazzi 6,5 – Rivas 6,5 – Maxwell 6,5 – Vieira 7,5 – Zanetti 6,5 – Stankovic 6,5 – Cesar 4,5 (50′ Ibrahimovic, 8)- Balotelli 6,5 (76′ Pelé, s.v.)- Cruz 5.

Marcatori: 61′ Ibrahimovic (I), 78′ Ibrahimovic (I)

Ammoniti: Parravicini (P), Vieira (I), Cesar (I), Cigarini (P), Castellini (P)

Arbitro: Gianluca Rocchi.

Alessandro Pironti



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